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Relazione Regionale
Indicazioni per il curricolo – DM 31-7-2007
Relazione sulle prime iniziative svolte in Emilia-Romagna
DIRETTIVA n. 68 del 3-8-2007
(settembre-dicembre 2007)
Parte I
Le azioni realizzate
Strutture di responsabilità e primi interventi informativi
- L’emanazione delle Indicazioni per il curricolo (DM 31-7-2007) ha visto l’Ufficio Scolastico Regionale (USR) per l’Emilia-Romagna adoperarsi fin dall’inizio dell’a.s. 2007-2008 per una puntuale conoscenza e diffusione dei nuovi documenti. Il tema “Indicazioni” è stato assunto come tema prioritario della Direzione Generale, attraverso il coinvolgimento di più Uffici (Formazione, Ordinamenti, Valutazione) in una logica di piena collaborazione tra Dirigenti per la massima sinergia di intenti. Un apposito staff dirigenziale è stato costituito a livello di USR (v. allegato 1) per la messa in opera delle iniziative di informazione, ricerca, formazione e monitoraggio, sotto la diretta responsabilità del Direttore Generale Luigi Catalano. Il coordinamento complessivo delle azioni è stato affidato al Dirigente Cerini Giancarlo (responsabile dell’Ufficio V-Formazione, presso cui sono state incardinate le azioni amministrative), mentre una specifica articolazione di responsabilità è stata affidata ai dirigenti:
- Luciano Lelli (Ufficio I-Ordinamenti), per azioni di informazione, documentazione, sito, organizzazione eventi;
- Anna Maria Benini (Ufficio VII- Valutazione) per azioni di ascolto, monitoraggio, valutazione;
- Nerino Arcangeli (Ufficio V – Formazione) per azioni di ricerca, sviluppo e innovazione;
- Giancarlo Cerini (Ufficio V – Formazione) per azioni di formazione in servizio, sviluppo professionale, iniziative di supporto formativo, tutor, ecc.).
Lo staff dirigenziale ha provveduto nel mese di settembre 2007 alla messa a punto di prime linee operative del piano regionale contenente misure di accompagnamento sulla base della Direttiva MPI 68/2007. (v. allegato 2). Tale piano è stato validato attraverso incontri con i dirigenti tecnici interessati e con rappresentanze degli uffici scolastici provinciali e dell’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’autonomia (nucleo ex-Irre Emilia-Romagna). In particolare è stato deciso che in ogni territorio provinciale un dirigente tecnico di settore svolgerà funzioni di referente scientifico dell’operazione “Indicazioni per il curricolo”.
Sulla base del primo documento di lavoro, si è realizzata il giorno 3 ottobre 2007 una prima videoconferenza regionale per dirigenti scolastici (accolti in 9 punti di ascolto nelle 9 province, con la presenza dei dirigenti degli Uffici provinciali e dei dirigenti tecnici referenti dei diversi territori)) per la illustrazione delle prime linee di lavoro arricchite anche con gli esiti del seminario nazionale per Ispettori tecnici, tenutosi a Frascati nei giorni 18-19-20 settembre 2007. La circolazione dei documenti è stata favorita anche dalla presenza nei Gruppi Tecnici per le Indicazioni (e nello staff del seminario di Frascati) dei dirigenti tecnici Cerini Giancarlo e Benini Anna Maria. Si stima che la videoconferenza, in cui sono stati svolti interventi dal Direttore Generale Catalano e dai dirigenti responsabili delle diverse azioni progettuali (Cerini, Arcangeli, Lelli, Benini) abbia visto la partecipazione di circa 600 tra dirigenti scolastici del primo ciclo e figure di staff di scuola.
In seguito alla video-conferenza sono state programmate e realizzate, nel mese di ottobre 2007, 9 Conferenze provinciali di servizio, una per ciascuna provincia della regione, sulla base di un programma di massima proposto dal Gruppo regionale di coordinamento. In linea di massima, le conferenze sono state aperte dal Dirigente dell’USP, quindi un dirigente tecnico membro del gruppo regionale ha proceduto ad illustrare gli aspetti salienti dei nuovi documenti programmatici, il dirigente tecnico referente per il territorio ha completato ed articolato il commento culturale; un dirigente scolastico scelto a livello locale ha contestualizzato i problemi di prima attuazione delle Indicazioni nella realtà della scuola provinciale. La conferenza, dopo aver dato spazio al dibattito dei partecipanti (i dirigenti scolastici accompagnati da una o più figure di staff), si è conclusa con la previsione di ulteriori iniziative da sviluppare a livello territoriale.
Questa prima fase informativa è stata completata con la costituzione del Gruppo di coordinamento regionale (decreto dirigenziale del 21-11-2007): il gruppo, presieduto dal Direttore Regionale è articolato funzionalmente in un Comitato di indirizzo ed in 4 gruppi di area tematica, dedicati rispettivamente alla informazione, alla ricerca, alla formazione, al monitoraggio. Ciascun sottogruppo vede la presenza di dirigenti tecnici, dirigenti scolastici, rappresentanti degli USP, insegnanti, ricercatori dell’ex-IREE ER.
L’azione a livello provinciale
Successivamente si è provveduto a formalizzare la costituzione di 9 Nuclei provinciali di supporto (all’interno dei quali sono presenti i rappresentanti del gruppo regionale). Ogni nucleo, che vede mediamente la presenza di una decina di operatori scolastici, è presieduto dal Dirigente dell’USP e coordinato scientificamente dal Dirigente tecnico referente di settore. I compiti attribuiti al Nucleo sono desunti dalla direttiva n. 68 del 3-8-2007 e così riprecisati:
a) esercitare una funzione di impulso, supervisione e monitoraggio, a livello provinciale, delle iniziative di accompagnamento delle Indicazioni per il curricolo, sulla base delle direttive emanate a livello nazionale e degli indirizzi maturati a livello regionale;
b) sviluppare azioni di auditing, ascolto, interazione, per realizzare livelli di coinvolgimento e partecipazione di docenti, dirigenti e altre componenti della comunità scolastica alle fasi di ricerca-azione e attuazione graduale delle Indicazioni;
c) invitare le scuole ad organizzare momenti di confronto sulle Indicazioni, sia a livello collegiale sia di commissioni e/o gruppi di lavoro;
e) promuovere una pluralità di occasioni e momenti di informazione, formazione, ricerca e monitoraggio, favorendo anche l’aggregazione delle scuole in rete per agevolare e rendere più proficua la realizzazione di tali momenti;
f) individuare le figure di docenti cui offrire percorsi informativi/formativi specifici (figure intermedie, coordinatori di dipartimento disciplinari, ecc…);
f) facilitare l'accesso ai servizi telematici nazionali e locali, per agevolarne l'utilizzo interattivo e aperto, a supporto delle azioni di informazione, ricerca, formazione in situazione.
Il recupero dell’esperienza
L’avvio “culturale” del programma di sensibilizzazione alle nuove Indicazioni è avvenuto in occasione del seminario regionale “SE la scuola fa ricerca” tenutosi a Bologna il 23 ottobre 2007 presso la prestigiosa Sala S.Filippo Neri, organizzato congiuntamente dall’USR Emilia-Romagna e dall’Agenzia Nazionale Scuola-nucleo ex IRRE ER, nell’ambito di un progetto regionale di ricerca sulle precedenti Indicazioni/2004 e finanziato con fondi USR ER. Il seminario ha visto la partecipazione di oltre 280 rappresentanti delle scuole di base della regione (era stato invitato un docente di staff per ogni istituzione scolastica). Le relazioni sono state tenute dai proff. Ceruti (presidente della Commissione), Frabboni (membro della Commissione), Loiero (membro della Commissione), Pozzo (ricercatrice). Il seminario è stato coordinato dal dott. Cerini Giancarlo (referente regionale Indicazioni), con la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni (Catalano: direttore generale regionale; Boschetti, commissaria ANSAS; Cardarello, Preside Facoltà Scienze Formazione Università di Modena-Reggio, ecc.).
L’obiettivo è stato quello di valorizzare l’esperienza di ricerca già realizzata in Emilia-Romagna attorno ai temi delle innovazioni curricolari e pedagogiche, nel corso di in un apposito progetto triennale (2004-2007) che ha coinvolto oltre 250 “ricercatori” (insegnanti, rappresentanti associazioni, dirigenti scolastici e tecnici, ricercatori IRRE, Universitari) attorno a 16 temi (10 di carattere disciplinare e 6 pedagogici). Sono stati realizzati 16 report di ricerca, pubblicati in 16 quaderni di 128 pagine ciascuno e distribuiti a tutte le scuole della regione e si è garantito uno spazio all’autonomia di ricerca delle scuole del territorio pur in un contesto non facile. E’ sembrato naturale costruire un ponte di raccordo tra precedenti Indicazioni e le nuove proposte, attraverso cui ri-affidare alle scuole ed agli insegnanti un nuovo compito di sviluppo e di ricerca, orientato alle Indicazioni allegate al DM 31-7-2007, anche in coerenza con l’approccio graduale e di ricerca previsto nella Direttiva di accompagnamento. Durante il seminario, i cui interventi sono prelevabili direttamente in rete al sito istituzionale dell’USR http://www.istruzioneer.it/ , è stato messo a fuoco il tema della ricerca-azione delle scuole alla luce dei presupposti culturali del nuovo testo.
I seminari nel territorio (le case dei saperi)
La proposta di un nuovo piano di ricerca sulle Indicazioni/2007 è stata veicolata da una articolata iniziativa nel territorio regionale ove sono stati realizzati nel periodo ottobre-novembre 2007 sedici seminari di approfondimento sui temi oggetto della ricerca triennale, di cui 10 imperniati su approfondimenti disciplinari (10 discipline del curricolo obbligatorio previsto dalle Indicazioni/2007. Nel corso del seminario, curato dai coordinatori dei gruppi di ricerca (ricercatori Irre e/o Dirigenti tecnici), sono intervenuti in qualità di relatori esperti, docenti e membri dei gruppi, per illustrare gli aspetti salienti delle ricerche svolte nel triennio precedente ed individuare elementi di collegamento, discontinuità e sviluppo.
Il segnale è stato raccolto, con una forte partecipazione di docenti ai seminari, soprattutto quelli di carattere disciplinare, ed indica un bisogno da raccogliere per la formazione dei docenti. Piuttosto che una generica informazione su criteri ed aspetti pedagogici, i docenti esprimono il bisogno di un ritorno alle discipline, da intendersi però nell’ottica di aggiornate e rinnovate didattiche disciplinari, in cui coniugare l’aggiornamento su saperi essenziali e significati ed una rinnovata sensibilità pedagogica e metodologica.
|
N. |
Titolo |
Luogo di svolgimento |
Presenti ai Seminari Ottobre - Novembre 2007 |
|
1 |
Arte |
Faenza (RA) |
48 |
|
2 |
Attività motorie |
Rimini (RN) |
61 |
|
3 |
Geografia |
Reggio Emilia |
79 |
|
4 |
Lingua italiana |
Cesena (FC) |
72 |
|
5 |
Lingue straniere |
Bologna (BO) |
168 |
|
6 |
Matematica |
Bologna (BO) |
148 |
|
7 |
Musica |
Bologna (BO) |
155 |
|
8 |
Scienze |
Rimini (RN) |
95 |
|
9 |
Storia |
Bologna (BO) |
116 |
|
10 |
Tecnologia |
Bologna e Piacenza (PC) |
73+13 |
|
11 |
Funzioni tutoriali |
Bologna (BO) |
38 |
|
12 |
Unità di apprendimento |
Bologna (BO) |
70 |
|
13 |
Idea di persona |
Savignano (FC) |
54 |
|
14 |
Laboratori |
Bologna (BO) |
65 |
|
15 |
Personalizzazione |
Bologna (BO) |
57 |
|
16 |
Portfolio |
Reggio Emilia |
84 |
|
|
Totali |
|
1.310 |
Il titolo dell’iniziativa “Case dei saperi” era legato alla collocazione fisica dei seminari in luoghi culturali e formativi tipici della regione (Musei, teatri, istituti di ricerca, biblioteche, Università, IRRE, scuole), ma con un valore altamente “simbolico” di avvicinamento tra scuola (con i suoi saperi “didattici”) e mondo della “cultura” (nelle sue sedi “adulte”).
L’insieme delle due iniziative (regionale e territoriali) ha gettato le basi di un nuovo progetto biennale di ricerca, con il quale si vorrebbe accompagnare il processo di introduzione graduale delle Indicazioni negli a.s. 2007/08 e 2008/09, con una migliore finalizzazione dei gruppi di ricerca regionale.
Il dibattito “culturale” diffuso
E’ convinzione diffusa in Emilia-Romagna che l’operazione Nuove Indicazioni potrà sortire effetti positivi se saprà raccogliere e valorizzare le esperienze e la storia migliore espressa dalla scuola regionale in questi anni, se saprà far lievitare un dibattito culturale, pedagogico e didattico “diffuso” sui nuovi compiti affidati alle scuole a partire dalle carenze rilevabili (ma anche dai punti di forza), se sarà in grado di garantire spazi di ricerca e di pluralismo nelle offerte e nelle proposte culturali attinenti le Indicazioni. Per realizzare questi obiettivi è necessario il concorso di una pluralità di soggetti (associazioni, università, enti locali, scuole e loro reti, organismi culturali).
In questa prospettiva sono già state realizzate alcune significative iniziative:
-contatti con le rappresentanze delle Università e associative;
-produzione di un numero monografico di “Innovazione Educativa”, il bimestrale dell’ex-IRRE sulle Indicazioni per il curricolo (ottobre 2007);
- ciclo di incontri organizzato congiuntamente da ANSAS-IRRE ER-Università di Bologna “Il dialogo dei saperi” per l’approfondimento di nodi critici legati alle Indicazioni (es: l’insegnamento della grammatica, l’insegnamento della storia, la presenza di Dante Alighieri, ecc.). Le iniziative (6 incontri) sono in fase di svolgimento nel periodo novembre 2007-febbraio 2008). Sono state presentate 650 richieste di partecipazione;
-sostegno (mediante patrocinio ed altre agevolazioni comunicative) ad iniziative di dibattito sulle Indicazioni promosse dalle associazioni più rappresentative del territorio regionale;
-seminari o convegni su temi collegabili alle Indicazioni per il curricolo, promossi autonomamente da Enti locali, scuole, gruppi do docenti.
Nei primi quattro mesi dell’anno scolastico si è registrata una forte richiesta di informazione, presenza, dibattito, da parte di scuole associate in rete, spesso in collegamento con gli enti locali di riferimento.
Alcune iniziative territoriali significative
La nostra regione è caratterizzata da un forte decentramento istituzionale e culturale ed ama impegnarsi in imprese di ricerca a raggio locale e provinciale. L’occasione delle Indicazioni per il curricolo non sfugge a questa tradizione. Sono già molte le realtà che autonomamente, spesso utilizzando energie e risorse locali, si sono messe in moto per approfondire i contenuti delle Indicazioni, sia affrontandoli direttamente sia aprendo nuove piste di ricerca ad esse riconducibili. Ne presentiamo una breve e parzialissima rassegna:
- a Piacenza si sono costituiti gruppi di lettura e di ascolto, con la prevalente presenza di docenti, ma in collegamento con le strutture universitarie e amministrative; l’obiettivo è la rifunzionalizzazione dei progetti in atto;
- a Parma si sono costituiti tre “cantieri di ricerca” attraverso l’autorganizzazione delle scuole in rete;
- a Reggio Emilia è in fase di realizzazione un’ampia ricerca sugli standard di contenuto, per rendere esplicite le competenze e condividere i profili descrittivi. La supervisione scientifica è del prof. Guasti, dell’Università cattolica di Piacenza. Ampio coinvolgimento delle scuole. L’iniziativa è raccordabile al piano regionale;
- a Modena sono stati realizzati momenti informativi di vasto respiro, anche in connessione con il primo contatto formativo con i neo-assunti (seminari, convegni, distribuzione di materiali, ecc.);
- a Bologna si sta delineando una rette territoriale che fa perno su 9 zone ottimali per la gestione delle attività formative, con specializzazione delle scuole e delle reti, per iniziative di secondo livello;
- a Ravenna si sta praticando un lavoro di rete, a partire dall’iniziativa autonoma delle scuole in raccordo con l’amministrazione e gli enti locali, che ha dato vita a partecipati momenti seminariali di informazione e confronto sulle Indicazioni con la partecipazione di membri delle Commissioni;
- a Forlì si è data continuità ad iniziative di ricerca sulla didattica e le competenze già avviate in precedenza;
- a Rimini sono state progettate iniziative seminariali e di sensibilizzazione, sulla scia di precedenti progetti di formazione di figure docenti per la promozione dell’innovazione;
- Ferrara ha ospitato eventi e manifestazioni di studio (es. sulla musica) che hanno attirato attenzione sulle nuove proposte culturali.
Questa ricca varietà di situazione, la cui ricognizione sarà ampliata e strutturata, suggerisce di dedicare attenzione spazio e risorse alle iniziative che le 9 realtà provinciali potranno autonomamente promuovere. Alle stessa sarà assegnato un budget di incoraggiamento (pari ad un primo acconto di €. 5.000), ma al contempo sarà richiesto un maggior raccordo sul piano regionale.
La reazione delle scuole: un primo monitoraggio (exit-poll)
Mentre si stanno mettendo a punto occasioni di ascolto, monitoraggio ed interazione con le scuole è stato svolto negli ultimi giorni del mese di dicembre 2007 un veloce sondaggio telefonico con un campione di scuole della regione, per cogliere prime linee di tendenza in materia di indicazioni.
Le scuole interpellate dal personale degli Uffici Studi dei 9 USP della regione sono state 70; si tratta di un campione pari al 20% delle scuole di base della regionale, scelto in base a criteri informali, ma in grado di rivelare linee di tendenza credibili e realistiche, che dovranno poi essere consolidate con un sistema di monitoraggio on line e di audit qualitativi più in profondità.
I quesiti erano molto semplici ed attinenti alle fasi di prima lettura ed informazione sul testo delle nuove Indicazioni.
L’informazione sulle Indicazioni è avvenuta nel.
- 68% dei casi attraverso iniziative formalizzate nei Collegi dei docenti (con momenti dedicati obbligatoriamente al tema);
- 55% dei casi è stata accompagnata dalla richiesta di una lettura individuale (in qualche caso detto tempo è stato quantificato, forfetizzato e monetizzato sul fondo di istituto);
- 35% dei casi si sono realizzate letture per gruppi, sia di interclasse, di team docente, per Dipartimento (quest’ultimo risultato attivato in poche realtà).
- In qualche caso si è operato per classi parallele, per gruppi di plesso, ecc.
L’insieme di questi dati fa presupporre che in tutte le istituzioni scolastiche sia avvenuto un primo contatto informativo con le Indicazioni per il curricolo.
Le iniziative informative sono state rivolte in via quasi esclusiva ai membri della comunità professionale (i docenti). Solo nel 22% dei casi l’attività ha coinvolto i genitori, ancora più sporadicamente gli organi collegiali.
Le attività sono state portate avanti prevalentemente con risorse professionali e scientifiche interne alla scuola; solo nel 24% dei casi si sono utilizzate competenze esterne (nell’ordine segnalato: dirigenti tecnici, docenti universitari, esperti free-lance, tecnici di organismi territoriali, ecc.).
In relazione agli sviluppi futuri le scuole si stanno diversamente dislocando nella filiera formazione-ricerca-sperimentazione:
- il 48% delle scuole dichiara di essere impegnato in un programma di formazione (l’impressione è che ci si riferisca alla fase di programmazione e non di effettiva gestione);
- il 30% dichiara di aver attivato gruppi o azioni di ricerca sul tema;
- il 15% afferma che le Indicazioni sono oggetto di sperimentazione.
Le azioni dichiarate riguardano in linea di massima il singolo istituto scolastico. Solo il 10% delle risposte attestano la costituzione di reti di scuole. Esistono tuttavia esperienze significative (come a Ravenna e a Bologna) di aggregazione delle scuole in ambiti territoriali o associativi funzionali alla realizzazione di azioni formative.
L’insieme dei dati testimonia di una notevole cautela, ma di un movimento significativo in atto, di attese e di interessi suscitati dalla novità del documento.
Parte II
Le iniziative in fase di progettazione
Formazione e orientamento dei gruppi di supporto
E’ previsto un Seminario regionale semi-residenziale per il gruppo regionale di coordinamento ed i nuclei provinciali per condividere le azioni di informazione-ricerca-monitoraggio e formazione. Il seminario vedrà la partecipazione di rappresentanze del gruppo di regia nazionale, di circa 100 membri dei gruppi e sarà aperto con comunicazioni curate dai referenti regionali delle 4 tipologie di azioni. Incontro previsto il 31-1-2008 a Bologna.
Prima di detto evento saranno elaborate proposte operative a cura delle 4 sezioni di lavoro in cui si articola il gruppo regionale in merito ad iniziative di comunicazione, di ricerca, di formazione e di monitoraggio.
Azioni formative per i dirigenti scolastici
Sono in corso di progettazione tre seminari regionali per dirigenti scolastici, centrati sulle funzioni di ri-progettazione del curricolo, di costruzione della comunità professionale, delle azioni di governance verso il territorio, dell’implementazione dei sistemi valutativi interni. In linea di massima (da confermare) i seminari avranno carattere residenziale (due giornate e 4 sessioni di lavoro), saranno realizzati su base interprovinciale (nord, centro, sud della regione), assumeranno uno spiccato carattere seminariale, di valorizzazione di esperienze significative già in atto. Periodo di svolgimento: seconda parte di febbraio 2008.
Costituzione di gruppi di ricerca regionali
Sulla base dell’esperienza positiva realizzata nel triennio 2004-2006 sarà riproposta la costituzione di gruppi di ricerca regionali, con il supporto tecnico-scientifico dell’Agenzia nazionale-nucleo IRRE Emilia-Romagna.
La proposta prevede la costituzione di 10 gruppi di ricerca disciplinari a livello regionale (uno per ogni disciplina del curricolo obbligatorio). La scelta dei partecipanti ai nuovi gruppi sarà effettuata nei mesi di gennaio-febbraio 2008 e dovrà garantire la rappresentatività dei 9 territori provinciali e di sicure competenze di carattere didattico-disciplinare. I partecipanti saranno preferibilmente docenti di comprovata esperienza, mentre il rapporto con l’Università sarà di carattere consulenziale.
I compiti dei gruppi si riferiscono a:
-individuazione dei nodi critici dei nuovi curricoli disciplinari (in una ottica di verticalità), anche attraverso un rapporto di ascolto interattivo con le scuole impegnate nell’innovazione;
-elementi relativi alla valutazione formativa ed all’analisi delle competenze sottese (in una prospettiva orientata alla descrizione delle competenze attese, alla progettazione dei percorsi, alla certificabilità dei risultati;
-prime esemplificazioni didattiche (attraverso il recupero delle migliori esperienze);
-predisposizione di modelli formativi, in relazione alla formazione di formatori-tutor (per la realizzazione di successive iniziative).
I membri dei gruppi rappresentano una risorsa formativa per il rapporto con i centri di elaborazione delle piattaforme on-line (ex-Indire), per la gestione di iniziative formative rivolte a figure di secondo livello nel territorio, per far fronte ad eventuali chiamate da parte delle scuole. Sarà richiesto il coinvolgimento delle associazioni professionali e disciplinari dei docenti. E’ auspicabile la connessione con programmi/progetti regionali e o nazionali già in atto (es: abilità di base, Musica, lingue straniere, ecc.).
Per dispiegare gli effetti auspicati ogni gruppo dovrebbe disporre, in una prospettiva biennale di lavoro, di almeno 10.000 euro di budget.
Seminari per formatori e e-tutor
Si ipotizza la realizzazione di micro-seminari territoriali rivolti a potenziali formatori (tutor, e-tutor, coordinatori di dipartimento disciplinare, figure di sistema), imperniate sull’aggiornamento degli assetti curricolari. Si presume infatti di poter investire con azioni formative “dirette” una quota di figure “strategiche” (individuate in un range di 5-10 figure per istituto: su scala regionale dalle 1800 alle 3600 unità di personale docente). Il finanziamento di tali attività dovrebbe avvenire utilizzando una parte del budget disponibile a livello di reti di scuole e svolgersi sulla base di una effettiva domanda promossa dal basso e condivisa dalle scuole.
Azioni di ricerca trasversali (su base provinciale)
Si fa strada l’idea di un “panel” regionale per la ricerca, in cui ogni realtà provinciale potrà scegliere un tema pedagogico trasversale per farne oggetto di una pluralità di iniziative. L’insieme delle azioni dovrebbe comporre un quadro coerente di forte respiro ed utilizzabile sul piano regionale.
I temi sono in fase di definizione e dovrebbero far riferimento a questioni trasversali:
- l’elaborazione del curricolo di scuola
- l’ambiente di apprendimento e la costruzione della classe
- gli standard di apprendimento
- la relazione e la cura educativa
- il curricolo verticale e la continuità educativa
- il raccordo media-biennio alla luce dell’estensione dell’obbligo (questa azione dovrebbe assumere un particolare rilievo e svolgersi in connessione con le azioni di supporto all’estensione dell’obbligo di istruzione; cfr. Linee guida del 27 dicembre 2007)
- la valutazione e la certificazione delle competenze
- la didattica laboratoriale
- l’educazione alla cittadinanza
-ecc.
La supervisione tecnico-scientifica ricade sotto la responsabilità del nucleo provinciale di supporto all’autonomia. Il primo fondo di 5.000 euro assegnato potrebbe essere incrementato con fondi disponibili a livello provinciale e/o concordati con le scuole, come supporto alle iniziative di rete.
Seminari di carattere nazionale e regionale
Neo prossimi mesi si svolgeranno a livello nazionale una ventina di seminari su temi di carattere disciplinare o trasversale, cui parteciperanno delegazioni provenienti da tutte le regioni. L’Emilia-Romagna invierà ad ogni seminario una delegazione di circa 9 membri, tratti dai gruppi regionali/provinciali di ricerca e di supporto e/o comunque rappresentativi di competenze specifiche nel settore ed in grado di rilanciare i temi oggetto dei seminari a livello regionale e locale (ricerca, formazione, consulenza alle scuole).
L’Emilia-Romagna si è candidata a realizzare un seminario nazionale sul tema dell’educazione musicale, in connessione con la pluralità di iniziative già in atto sul territorio regionale attraverso il “Progetto musica” sostenuto finanziariamente da USR, ex-IRRE, Regione Emilia-Romagna, Ministero istruzione, Ministero Beni culturali.
L’ipotesi è quella di affrontare, nel corso di una due giorni seminariale, temi di rilevanza culturale, disciplinare e curricolare; di destinare un congruo tempo a lavori nei gruppi in modo da disporre al termine delle due giornate di materiali e proposte per il rilancio di proposte per la ricerca e lo sviluppo di innovazioni curricolari nel campo dell’insegnamento musicale nella scuola di base.
Si ipotizzano circa 100 invitati dalle altre regioni (sulla base dei criteri definiti razionalmente, con particolare curvatura verso i referenti regionali e provinciali per l’apprendimento pratico della musica). A livello regionale la partecipazione sarà estesa ad altri circa 120 docenti ed esperti, con riferimento ai formatori-tutor coinvolti nel progetto regionale “Musica” che coinvolge al momento oltre 400 docenti di scuola primaria in attività di formazione, oltre alla promozione di spazi musicali, attività corali, eventi pubblici, ricerche didattiche, ecc. (in sinergia con il progetto “Scuole aperte” ed utilizzando fondi aggiuntivi).
Sviluppo di reti locali
Si va prefigurando un sistema di reti di scuole per la formazione (gennaio-febbraio 2008), alle quali assegnare un primo budget finanziario (al momento depositato presso i rispettivi USP in attesa di destinazione, tenendo conto degli sviluppi del piano nazionale e regionale).
Va considerato l’ampio numero di docenti potenzialmente interessati ad iniziative di formazione, pari a 3.939 docenti di sc. Infanzia; 14.976 di scuola primaria, 8.182 di scuola sec. 1° grado. In questo conteggio non sono stati considerati i docenti di sostegno e quelli della scuola non statale paritaria, che dovranno comunque essere coinvolti.
Le scuole di base statali interessate sono 380: 102 direzioni didattiche, 224 istituti comprensivi, 54 scuole medie (per cui sono ipotizzabili una quarantina di reti di scuole per l’ottimizzazione dei supporti formativi).
I piani territoriali di formazione dovranno considerare i necessari legami con i centri-risorse operanti nel territorio regionale, promuovere azioni in partenariato con soggetti esterni (Regione, Enti locali, Fondazioni, case editrici, istituzioni scientifiche, riviste, ecc.), definire rapporti di collaborazione con l’università.
L’orientamento è di privilegiare azioni formative in presenza, in grado di trasformarsi in sostegno alla ricerca degli insegnanti e delle scuole.
Il supporto informativo e comunicativo
Sono in fase di studi servizi di documentazione, l’allestimento di un sito dedicato (al momento le informazioni sono raccolte in modo organizzato in una area del sito dell’USR ER), la presentazione e diffusione delle iniziative più significative (come la videoregistrazione dell’evento culturale del 23 ottobre 2007, attingibile dalla rete). Proseguirà la produzione editoriale di materiali significativi, considerati di utilità per gli insegnanti.
Le azioni di ascolto e monitoraggio
Sono in fase di studio azioni di ascolto e monitoraggio che potrebbero concretizzarsi in:
-sostegno alle iniziative nazionali di monitoraggio ed ascolto
-promozione di un sistema di monitoraggio regionale on line, orientato alle descrizione dei processi in atto, in funzione di autovalutazione riflessiva delle azioni di accompagnamento che ogni istituzione scolastica sta realizzando;
-focus rivolto a dirigenti scolastici per cogliere le tendenze in atto ed i nodi problematici
-azione di ascolto in un campione significativo di scuole, attraverso la modalità di audit curato da una coppia di osservatori, per l’interlocuzione con testimoni qualificati (dirigenti, insegnanti, genitori, ecc.)
-raccolta e presentazione di documentazioni significative attinenti la riprogettazione del curricolo e la costruzione della comunità professionale.
Le azioni descritte nella seconda parte del presente rapporto sono in fase di ulteriore elaborazione e saranno messe a punto alla luce degli orientamenti che saranno elaborati a livello nazionale, delle linee di azione maturate a livello regionale, delle risorse effettivamente disponibili.
Per il Gruppo regionale di Coordinamento “Nuove Indicazioni”
Giancarlo Cerini, coordinatore regionale
Bologna, 14-1-2008